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lunedì 20 ottobre 2008

Struttura 5: come disegnare la TESTA, Massimo Dall'Oglio

Tutorial n°86

IL MANICHINO: la testa

Altri TUTORIAL STRUTTURA
-Struttura1: Introduzione e BUSTO
-Struttura2: ADDOME E BACINO
-Struttura3: Il BRACCIO
-Struttura4: ARTI INFERIORI
-Struttura5: TESTA

Ciao e ben ritrovati!

Con il tutorial di oggi completeremo le parti relative alla costruzione del manichino.

Per rivedere i passaggi di tutto, vi rimando ai precedenti tutorial

Dopo mani e piedi, la testa è sicuramente uno degli elementi della costruzione anatomica che creano maggior difficoltà, anch’io all’inizio del mio percorso artistico ne avevo quasi terrore… mi uscivano sempre testoni, orecchie in posizioni stranissime, occhi non allineati ecc… Con il tempo e soprattutto tanto esercizio ho cercato di mettere a fuoco e di sintetizzare alcuni punti essenziali per la costruzione della testa. Avevo bisogno di individuare “punti di riferimento” che mi permettessero di non perdere troppo tempo e di ottenere rapidamente volumi e forme efficaci. Ricordiamoci sempre che in un fumetto ci sono tantissime teste e anatomie e che è essenziale che ognuno di noi trovi il modo di disegnare manichini in maniera rapida e soddisfacente!

Quello che vi spiegherò ora è il modo con cui “io” costruisco la testa e credo sia superfluo dirvi che troverete mille manuali e disegnatori che affrontano l’argomento in maniera diversa, l’importante è costruirci un buon metodo che sentiamo “nostro” e che ci calzi a pennello!

Non spiegherò il volto perché è un argomento che potete trovare ben spiegato in qualunque manuale. Quello che mi preme oggi è lasciarvi, dopo la nostra chiacchierata, con qualche nozione in più di struttura.

Cominciamo!

Come per tutti gli altri tutorial sul manichino, anche nel caso della testa, dobbiamo individuare subito “il” o “i” volumi che la compongono…

A me piacciono questi: la sfera ed il vaso






Posizioniamo ora la sfera sopra il vaso e individuiamo subito le linee mediane 1 e 2.

Per questo tutorial userò un volto di ¾ che ci permetterà di abituare l’occhio ad una visione più tridimensionale della testa.



Non uso gli ovali nella costruzione della testa perché “sono” piatti, lavorando con sfera e vaso obbligo così la mia testaccia a ragionare sempre in 3D.

Certo, con il tempo e l’esercizio, arriveremo tutti a disegnare direttamente l’ovale della testa ma il nostro cervello lo lavorerà esattamente come fosse un oggetto tridimansionale.

Ripuliamo per bene il disegno sopra e mettiamo in evidenza alcune linee utili.

Disegnerò una testa con lo sgauardo rivolto a sinistra ok?



Linea 1: mediana che userò per posizionare il naso

Linea 2: mediana che mi servirà per individuare mento e orecchie (in questo caso ne vediamo uno solo ^__^)

Linea 3: uso la linea di congiunzione sfera/vaso per posizionare le sopracciglia

Ora abbiamo tutto quello che serve per comporre la struttura della testa



Non chiedetemi di trovare le regolette scolastiche tipo: “quanto è lungo l’orecchio, fino a dove arriva il naso” ecc… Le odio! Mi piace invece darvi la piena libertà di fare un viso allungato, un nasone, le orecchie piccole o gli occhi vicini; cerco insomma di non vincolarvi e vincolarmi con troppe regole per evitare personaggi tutti uguali.

Osservando con attenzione la figura sopra, si può notare come l’orecchio svolga un ruolo essenziale nella costruzione della tasta. Lo posiziono sulla “linea 2” e non supera mai la “linea 3”. Disegnato l’orecchio faccio partire dal lobo la linea del mento che chiudo alla base del vaso (punto 5). Sempre dal lobo dell’orecchio (punto 4) inserisco il collo e che vado poi a chiudere al punto 5 (ovviamente solo nel caso del ¾).

Ed ecco il risultato finale, una volta ripulito il disegno e realizzata la caratterizzazione del volto.



Gli stessi punti di riferimento possiamo poi usarli per la testa frontale e laterale,con qualche accorgimento dettato dal buon senso. Alla base di un buon disegno c’è sempre un educato e sensato spirito d’osservazione che ci spinge a riflettere su ciò che poi andremo a disegnare. Fare un compendio di regole, dal mio punto di vista, limita la libertà d’esecuzione e soprattutto il divertimento in fase creativa ^__^



La visione frontale della testa è molto semplice, notiamo anche qui il riferimento della posizione delle orecchie.



Sul laterale ecco che intervengono spirito d’osservazione, buon senso e un minimo di conoscenza anatomica.

Posizionato l’orecchio e unito il mento alla base del vaso, faccio sporgere il mento (1) e rendo il cranio più “bombato” (2).

Basta recuperare l’immagine di un teschio e tutto diventa più chiaro:



Nel mio disegno avrei dovuto “bombare” ancora di più il cranio ma lo lascio così perché so che quando poi metto i capelli aggiungo il volume che manca. In questo modo trovo un’accettabile via di mezzo ed evito di fare per errore testoni alieni. E’ il mio metodo e sentitevi liberi di NON seguirlo :)

IL COLLO

Posizionare a questo punto la testa sul busto sembra una banalità, in realtà prendere alla leggera questo aspetto rischia di rendere vano tutto il lavoro fatto fin’ora nella costruzione di un manichiano credibile. Quante volte una testa mal posizionata rende inguardabile o troppo rigida una posa? Quante volte vediamo dei personaggi che potrebbero benissimo indossare il collare ortopedico tanto hanno il collo rigido?

Per ottenere una postura naturale dobbiamo convincerci che la testa E’ PESANTE, che l’unica congiunzione scheletrica con il busto è data dalla colonna vertebrale e che il “lavoro sporco” nel disegno del collo lo svolge il muscolo trapezio.




Detto questo:




Divertiamoci a trovare questi elementi nella “botte” del busto che ormai conosciamo benissimo… si?

C: linea della colonna vertebrale

C2: linea del muscolo trapezio (io disegno sempre il profilo più lungo, la parte di muscolo che si vede di più)

C3: inclinazione della linea della colonna vertebrale data dal peso della testa.

Ora non vi resta che “appoggiare” la struttura della testa su “C” e il gioco è fatto!

Lo so… sembra un casino, ma non spaventatevi. Vi garantisco che dopo qualche storpiatura, una volta appreso il meccanismo, diventa tutto molto rapido e semplice.






Chiudo questo tutorial con una piccola parentesi sulla testa vista dall’alto e dal basso.



A livello di costruzione non cambia nulla!

Le orecchie seguono sempre la linea C di congiunzione tra sfera e vaso.

Le ombre A ci possono aiutare a mettere in evidenza il mento, in modo da rendere l’inquadratura più credibile.

La vera difficoltà è riuscire a disegnare efficacemente sfera e vaso dal basso e dall’alto, sbagliando dalla base tutto il castello crolla miseramente.

E ora… esercizio, esercizio, esercizio…

Massimo Dall'Oglio

lunedì 18 febbraio 2008

Struttura 4: Massimo Dall'Oglio, come disegnare gambe e piedi

Tutorial n° 69


Ciao a tutti!
Scusate se sono scomparso per un po’ ma ho parecchio lavoro e per fare un tutorial ci vuole sempre una certa concentrazione.
Se avete perso il filo, vi rimando ai precedenti tutorial

Altri TUTORIAL STRUTTURA
-Struttura1: Introduzione e BUSTO
-Struttura2: ADDOME E BACINO
-Struttura3: Il BRACCIO
-Struttura4: ARTI INFERIORI
-Struttura5: TESTA

Cominciamo allora.

Arti inferiori

Come al solito vediamo di analizzare i volumi che compongono coscia e gamba





Come possiamo intuire non sono troppo diversi dallo studio delle braccia, la coscia è sicuramente più voluminosa ma la gamba ha una struttura molto simile all’avambraccio vero? Facciamo attenzione al punto in cui si stringe il diametro del cilindro, circa ½ della lunghezza.


PIEDE




Per lo studio del piede (a livello di manichino) utilizzo una forma simile ad una scarpa. Notiamo i punti (a) e (b), le curve rimangono le stesse indipendentemente dall’inquadratura del piede. Non è affatto una forma semplice da assimilare ma con un po’ di esercizio si migliora, io uso la scarpa perché ha degli spigoli molto chiari e riesco facilmente ad individuare e sintetizzare una forma base. Ad ogni modo sentitevi liberi di utilizzare modi alternativi! Purché ovviamente il risultato sia corretto.
Per le falangi disegno le “rondinelle a testa in giù”… avete mai disegnato da piccoli le rondinelle, io un sacco… stessa cosa. Le vado a disporre esattamente lungo il profilo della punta della scarpa.



Per aiutarci nella definizione della forma corretta poniamo sempre molta attenzione all’impronta del piede. Nel punto (a) dove c’è l’alluce non abbiamo un prolungamento troppo accentuato, nel punto (b) del minolo invece la curvatura aumenta. I punti di maggiore curvatura formano la linea (c) che corrisponde alla linea lungo cui si piegano le falangi. La maggior parte dei principianti tende sempre a disegnarle come quelle della mano, attaccate tutte alla stessa altezza. Le falangi si inseriscono a “ventaglio”, se riusciamo a cogliere questo dettaglio disegnare il piede diventerà meno complicato.



Un altro degli errori più ricorrenti è la tendenza a piegare il piede sempre a metà della sua lunghezza. Per correggere questa orrenda predisposizione dividiamo in tre parti tutta la “scarpa” e ricordiamoci che solo il primo terzo (1) (quello delle falangi) si piega con il movimento, (2) e (3) formano un corpo unico.




Un’immagine dello scheletro del piede ci aiuta a capire meglio.


RACCORDI

Come avevamo fatto con il braccio, vediamo ora come congiungere le singole parti (coscia, gamba e piede) con ginocchio e caviglia senza far uso delle tante odiate sferette del manichino “legnoso”.






Spigoli, spigoli e ancora spigoli. Non è difficile e soprattutto otterremo subito un risultato più vicino alla realtà e certamente più godibile. Così si che s’impara :)




Per l’inquadratura posteriore dobbiamo letteralmente “inserire” la coscia dentro il polpaccio aggiungendo poi nel punto di raccordo due semplicissime “virgolette”.

MOBILITA’ DEL PIEDE

Coma sappiamo tutti quanti il piede ha una limitata mobilità rispetto alla mano. Possiamo piegarlo all’interno ma non possiamo fare la stessa cosa verso l’esterno, è proprio questa limitata mobilità e l’impossibilità di fare la stesa piega tanto all’interno quanto all’esterno che ci suggerisce la particolare conformazione della caviglia. Nell’inquadratura frontale del piede gli spigoli della caviglia “non sono alla stessa altezza” ma leggermente sfalsati. Più in alto all’interno e più in basso all’esterno. Cogliere questa sottigliezza ci aiuta a disegnare il piede in modo meno “rigido” dandogli mobilità e morbidezza.



COLLEGAMENTO

Per collegare al bacino la coscia dobbiamo solo “inserirla” nella forma che già abbiamo imparato a disegnare. Niente di trascendentale.


Bene!
Ora dobbiamo solo esercitarci copiando da alcune foto diverse posizioni degli arti inferiori
Vorrei solo aggiungere qualche annotazione:


1 Ricordiamoci di evidenziare sempre gli spigoli del ginocchio e della caviglia, in questo modo sarà più semplice rappresentare una posa corretta.
2 Quando l’arto si piega facciamo attenzione al rigonfiamento dei muscoli ed in particolare di coscia e polpaccio
3 Nella visione laterale dell’arto notiamo il movimento a B di coscia e gamba
È tutto!
La prossima volta studieremo il modo di raccordare al meglio tutte le parti che abbiamo studiato nel tentativo di rendere le pose del manichino più morbide e naturali possibile.
Ciao!


Massimo Dall'Oglio


NEXT 25/02/08: Sergio Algozzino, Colorazione Digitale9

lunedì 11 febbraio 2008

Prospettiva Accidentale: Stassi

Tutorial n° 68

PRIMA PARTE : nozioni di base
SECONDA PARTE : prospettiva centrale

Claudio Stassi, dopo averci parlato di griglia prospettica e di come utilizzarla per costruirci dei solidi in prospettiva, continua a insegnarci sull'argomento parlando di Prospettiva Accidentale.

Wikipedia dice che: “Il termine prospettiva, indica genericamente ogni sistema di rappresentazione dello spazio, che la sensibilità dei vari momenti, del gusto che dei vari artisti ha impiegato nelle diverse epoche.”

Descrizione impeccabile, non c’è dubbio. Ogni forma di prospettiva rappresentata da un artista nei secoli, ha segnato un’epoca artistica. Pensiamo ad esempio al periodo rinascimentale: le figure stavano erette, davanti a noi su uno spazio prospettico centrale, dove cioè tutte le fughe partivano da un unico punto di fuga. (vedi prospettiva centrale).

Analizziamo invece i quadri della pittura impressionista, dove un semplice tavolo, in quest’opera di Degas, fa da guida all’osservatore, sulla conoscenza delle immagini dell’opera.

Degas- Assenzio

giovedì 6 dicembre 2007

Struttura corpo umano 2: come disegnare ADDOME E BACINO, Massimo Dall'Oglio

Tutorial n°59

Parte2: addome e bacino.

Altri TUTORIAL STRUTTURA
-Struttura1: Introduzione e BUSTO
-Struttura2: ADDOME E BACINO
-Struttura3: Il BRACCIO
-Struttura4: ARTI INFERIORI
-Struttura5: TESTA

Ciao! Come state? Avete disegnato tanti busti? Bravi, perché oggi si continua parlando dell’addome e del bacino.

Bacino e addome hanno rispetto al busto una difficoltà realizzativa decisamente più bassa.

Per il bacino utilizzo una forma semplice che generalmente chiamo CUNEO. Quelli che seguono sono i disegni 2D e3D del bacino


Per l’addome invece disegno un semplice cilindro a base NON circolare e lo poggio sopra il cuneo:



Attenzione, cominciamo ad immaginare il cilindro dell’addome come una specie di fisarmonica in grado di comprimersi e stirarsi in tutte le direzioni. E’ importantissimo assimilare questo concetto perché l’addome rappresenta il raccordo tra busto e cuneo ed è anche l’elemento che ci permette di muovere in scioltezza il manichino, rendendo così le anatomie più morbide e funzionali. Quindi, consideriamo il cilindro dell’addome come un oggetto estremamente deformabile, a differenza del cuneo e del busto che sono più rigidi e scolpiti.





Se sovrapponiamo le tre parti viste fin’ora: busto, addome e cuneo, quello che otteniamo è il TRONCO ANATOMICO. Non facciamo il terribile errore di “vedere” queste tre parti troppo fuse tra loro, immaginiamole invece sempre raccordate ma estremamente mobili. Per semplificare il concetto immaginiamo il tutto esattamente come il pupazzo di legno che usano gli artisti in cui l’addome è una sfera intorno alla quale possono scivolare e ruotare il busto e il cuneo.




Ecco un’inquadratura frontale del tronco. L’ho disegnato un pò piegato su un lato perché vorrei sottolineare l’importanza della LINEA MEDIANA nella costruzione di una posa.



mi spiego:

immaginiamo di dover disegnare una figura seduta in una poltrona inquadrandola leggermente dall’alto. Se riflettiamo bene sulla posa possiamo dedurre che


1) il busto poggia allo schienale 2) il cuneo poggia sulla “seduta” della poltrona 3) l’addome si piega per raccordare due parti poggiate su piani differenti

In una posa simile io comincio sempre dal busto e dalla linea mediana… la poltrona la disegno per ultima.

Disegno il busto e traccio la linea mediana sforzandomi di trovare la direzione che verrà assunta da tutto il tronco



Disegno il cuneo usando come riferimento la linea mediana



Disegno l’addome piegandolo in modo da raccordare le due parti



Disegno la poltrona



Fatto! Tralascio il discorso relativo al come si ottiene una posa morbida e naturale perché è una parte a cui dedicherò un’itero tutorial.

A questo punto vediamo con chiarezza il tronco inquadrato posteriormente e frontalmente



La prima cosa che salta all’occhio è il cambiamento del cuneo nelle due diverse inquadrature, ebbene si, dobbiamo cominciare a pensare e realizzare due tipi di cuneo differenti al variare dell’inquadratura. In particolare questo è un tronco della figura maschile, la figura è abbastanza larga e il cilindro dell’addome raccorda con il cuneo in modo molto regolare.


Regolarità che scompare del tutto nel tronco femminile in cui si stringe il busto sul diaframma, il cilindro dell’addome si allarga man mano che si avvicina al cuneo che, come notiamo, è decisamente più largo rispetto a quello maschile.



L’inquadratura laterale del tronco ci svela alcune cose importantissime:



busto e cuneo si inclinano in direzione opposta e l’addome si tende frontalmente e si comprime posteriormente. MI RIPETO: è FONDAMENTALE vedere il cilindro dell’addome come una fisarmonica o non riusciremo MAI a disegnare un tronco funzionale ok?

A questo punto non ci resta che cominciare a “sfidarci” nella realizzazione di varie figure in pose differenti



Esercizio:

-Scegliamo qualche foto di modelli e modelle da una rivista

-Mettiamo sulle immagini un foglio di carta trasparente e cerchiamo di individuare il tronco, le forme che lo compongono e la linea mediana

-Sforziamoci di capire come sono disposti busto e cuneo e come raccorda l’addome

-Appena ci sentiamo più sicuri mettiamo da parte il foglio trasparente

-Ricominciamo l’esercizio sulle stesse anatomie ma questa volta senza ricalcare, disegnamo su un foglio bianco

Buon lavoro!

Massimo Dall'Oglio

NEXT 13/12/07: Sceneggiatura: Rossana Baldanza, Sol Mirror2

giovedì 29 novembre 2007

Struttura del corpo umano 1: BUSTO, Massimo Dall'Oglio

Tutorial n°57

Altri TUTORIAL STRUTTURA CORPO UMANO
-Struttura1: Introduzione e BUSTO
-Struttura2: ADDOME E BACINO
-Struttura3: Il BRACCIO
-Struttura4: ARTI INFERIORI

-Struttura5: TESTA

Ciao a tutti!

Da oggi cominceranno una serie di tutorial dedicati alla composizione del manichino.
Il manichino è sicuramente la base per la realizzazione di una corretta anatomia e, infatti, si tratta di uno studio iniziale che aiuta a chiarirci le idee sulla posa che assumerà il nostro personaggio all’interno della vignetta.
Alla realizzazione di un buon manichino si associano freschezza del segno e grande spontaneità, non possiamo dedicare troppo tempo a questa fase perché il nostro obiettivo deve essere quello di “cogliere” la posa ideale, quella più fresca, “sincera”… quella insomma che più si avvicina alla prima immagine che ci compare in testa nello stesso istante in cui pensiamo alla scena da disegnare.
Non vi è mai capitato di avere in mente una fighissima posa e poi perderla in fase di realizzazione passando e ripassando sul manichino mille volte? Questo capita perché non siamo “padroni” delle forme che compongono il manichino e di come queste interagiscono tra loro. Nel momento in cui diventiamo insicuri, quella favolosa anatomia che avevamo nel cervello si è trasformata sulla carta in un qualcosa di simile al gobbo di Notre Dame.
Il lavoro che comincerò da oggi rappresenta una sintesi di come io affronto la realizzazione del manichino. Potrete non sentirla vostra ovviamente ma spero possa esservi utile per un approfondimento generale sull’argomento.
La cosa che mi preme di più in questi incontri virtuali è, però, cercare di farvi capire che non esiste UN MODO di fare il manichino, ognuno di voi dovrà necessariamente fare i conti con il suo stile ed il suo personale modo di vedere le cose e se questi tutorial vi aiuteranno a scoprire il VOSTRO MODO, allora… ne sarò strafelice ^_^

La serie di tutorial sarà suddivisa come segue:
Parte1 il busto
Parte2 l’addome e il bacino

Parte3 braccia e gambe

Parte4 testa
Parte5 interazione tra le forme
Parte6 proporzioni
Come potete notare le proporzioni sono alla fine e la testa è l’ultima forma che studieremo. Tutto questo perché prima si va in bici con le rotelline e pian piano s’impara ad andare su due ruote no?


INTRODUZIONE ai tutorial

Potrei cominciare subito col darvi in pasto “il busto” ma credo non avrebbe senso senza questa premessa:


Quelli che vedete sono un cerchio e una linea curva. Se ci pensate bene un buon disegno è sempre frutto di segni giusti nel posto giusto completati da una dose notevole di buon gusto, così sembra facile… ma sappiamo tutti quanto sia difficile FARE fumetti e quindi l’unico modo per risolvere la questione è aggredire il problema affrontando una cosa per volta volta: SEGNI GIUSTI NEL POSTO GIUSTO. Il buon GUSTO lo affrontiamo alla fine di tutti i tutorial.



Magia! Quelli che prima erano un cerchio ed una linea curva ora compongono una sfera!




E ora? Sembra funzionare ancora ma c’è qualcosa che non quadra vero? Quella linea curva proprio non mi convince. Vedete come in questo stupido esempio sia bastato cambiare leggermente la linea curva per darmi anche impressioni differenti? Immaginate cosa può accadere quando errori del genere si accumulano nello studio di un manichino, c’è proprio da diventar matti.
Nel manichino sbagliare una linea può compromettere tutta la struttura quindi d’ora in avanti non dovremo sottovalutare nulla nei nostri esercizi e mettere la massima concentrazione su ogni singolo segno.
Aggiungiamo qualcosa:


Mmmm… non succede come nel cerchio, non mi basta la linea curva per “rendere” la forma che voglio rappresentare, non ho di fatto un’idea di tridimensionalità. Quello che manca è LO SPESSORE:


Ops… eccolo! Bastano davvero pochi segni per ingannare il nostro cervello.


In sintesi dobbiamo riuscire e soprattutto educarci all’osservazione delle forme tridimensionali, cogliendone la forma e lo spessore. Per quel che mi riguarda ho risolto la cosa definendo le linee che vedete nella figura:
LINEA MEDIANA: è la linea che divide una forma a metà, ovvero, mi sforzo sempre di ricercare le simmetrie di un oggetto.
CURVA DI SPESSORE: è quella linea che mi comunica COME l’oggetto occupa lo spazio, qual è il suo volume, il suo INGOMBRO.
Tutto sto papocchio di roba introduttiva ci servirà nei tutorial sul manichino per arrivare a questo concetto:



Ma è un braccio! Urka.
Si vedono chiaramente la linea mediana e le curve di spessore.

TUTORIAL PARTE 1: il busto




Per disegnare il busto nel mio manichino uso la botte.



Ribalto la botte su un lato e cerco la linea mediana e la curva di spessore. Questa fase è mooooolto importante perché ci dà dei riferimenti visivi e obbliga il nostro cervello a vedere una forma tridimensionale. Se diamo per scontato che queste linee esistono non sarà mai come DISEGNARLE. Infatti se le mettiamo su carta VINCOLEREMO sempre il cervello con punti di riferimento concreti che limiteranno moltissimo gli errori.
Nel busto la curva di spessore coincide anche con un’altra linea mediana che divide la figura a metà, proprio dove passa lo sterno e dove si congiungeranno le clavicole.




ESERCIZIO1: ora, mano alla matita e olio di gomito a disegnare tante botti in tutte le posizioni cercando di individuare sempre le linee fondamentali per simmetria e volumi ok?
Ora che siamo diventati “MASTRI BOTTAIUOLI” dobbiamo fare il grande salto e trasformare la botte in un busto decoroso:


Non spaventatevi! E’ più semplice di ciò che sembra.
Alla botte dobbiamo semplicemente aggiungere pochi segni:
Le clavicole che partono dalle estremità della botte per arrivare a circa 1/3 della curva di spessore
La linea del diaframma che parte anch’essa dalle estremità della botte e incontra la curva di spessore a 2/3 circa.
Come vedete i riferimenti sono semplici e basta dividere in 3 parti (a,b e c) la curva di spessore.
Lo so, sembra una lezione di geometria… ma senza “geometrici punti di riferimento” credo che non si vada da nessuna parte.
Ripuliamo il casino ed ecco il risultato:



In fin dei conti ci siamo spaventati per poco vero?
Ho scritto BUSTO MASCHILE perché questa cassa toracica è ampia e robusta, se vogliamo ottenere un busto femminile ci basta ridurne il volume e stringere la botte verso il diaframma:


ESERCIZIO2: inutile che ve lo dica… disegnare, disegnare e disegnare busti in molteplici posizioni


Per concludere vediamo la schiena:


Ormai siamo assolutamente padroni della botte e per la schiena ci basta trovare le linee delle scapole… nulla di più semplice. Notate come la linea mediana/curva di spessore ora coincida con la colonna vertebrale. Questa linea sarà TUTTO quando comporremo il busto con l’addome e il bacino.
Bene! Per ora mi fermo qui.
La prossima volta affronteremo addome e bacino.
Ciao!




Massimo Dall'Oglio


NEXT 3/12/07: Andrea Gadaldi, Illustrazione9

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