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lunedì 4 maggio 2009

Intervista a Bruno Brindisi

Questa volta avremo il piacere di parlare con Bruno Brindisi, grazie per l'intervista!
Fumettista sviluppatosi dalla cosiddetta "scuola salernitana", ha iniziato come disegnatore di fumetti negli anni ottanta e dagli anni novanta lavora in Sergio Bonelli Editore dove ha messo in mostra i suoi talenti su diverse testate come Tex, Nick Raider e Brad Barron. Ma la sua linea è nota soprattutto sulla testata Dylan Dog, dove è di sicuro uno dei disegnatori di punta. Potrete sapere altro nel libro a lui dedicato "Lezioni di Fumetto: Bruno Brindisi, una linea chiara per raccontare l'orrore". Buona lettura!


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venerdì 7 novembre 2008

Intervista Giuseppe Camuncoli


Considerato da molti uno dei più versatili talenti italiani in campo internazionale, esordisce con l'autoprodotto BONEREST nel 1997, fondando al tempo stesso con Matteo Casali lo studio Innocent Victim. Oltre alla serie che lo lancia, suoi lavori sono apparsi negli anni successivi sui due QUEBRADA (Innocent Victim) e sull'antologico FRONTIERA (Black Velvet). A fine 2000 sbarca sul mercato americano grazie alla Vertigo/DC Comics, per cui realizza nove numeri di SWAMP THING con Brian K. Vaughan. Le sue matite sono apparse in seguito su HELLBLAZER e VERTIGO POP: BANGKOK (Vertigo), BATGIRL SECRET FILES, ROBIN, BATMAN, 52, JONAH HEX (DC), THE INTIMATES, CAPTAIN ATOM: ARMAGEDDON (WildStorm), SPIDER-MAN'S TANGLED WEB, MS. MARVEL SPECIAL, IMMORTAL IRON FIST (Marvel Comics) e altre ancora. Ha realizzato inoltre svariate copertine sia in America che in Italia, tra le quali si segnalano quelle dell'edizione italiana del manga de L'UOMO TIGRE (saldaPress). I suoi ultimi lavori sono stati il romanzo grafico IL VANGELO DEL COYOTE, scritto da Gianluca Morozzi e disegnato con Michele Petrucci (Guanda Graphic), il quinto volume de GLI SCORPIONI DEL DESERTO: QUATTRO SASSI NEL FUOCO (Lizard), scritto da Matteo Casali, seguito della celeberrima saga di Hugo Pratt, e LA NEVE SE NE FREGA, adattamento a fumetti dell'omonimo romanzo di Luciano Ligabue (Panini), sempre in tandem con Casali.


Attualmente è al lavoro sulla miniserie dipinta BATMAN: EUROPA (DC Comics) e sulla miniserie X-MEN: X-INFERNUS (Marvel Comics).

E’ inoltre fondatore e direttore artistico (dal 2008) della sede reggiana della Scuola Internazionale di Comics.

Vive (e lavora) a Reggio Emilia con la moglie Jessica.


martedì 19 agosto 2008

Intervista a Francesco Artibani



DANIELE VESSELLA per KINART: Iniziamo con una domanda di rito: per quei pochi che non ti conoscessero, dicci chi è Francesco Artibani.


FRANCESCO ARTIBANI: Sono uno sceneggiatore di fumetti e cartoni animati, sono nato a Roma dove vivo e lavoro e il prossimo 27 ottobre avrò quarant’anni. Quest’anno festeggio 20 anni di mestiere, 20 anni in cui ho scritto per tanti editori e per tanti personaggi, lavorando molto per Lupo Alberto e per la Disney ma anche per Soleil e Les Humanoides, tra gli altri. Con mia moglie Katja Centomo ho creato Monster Allergy e insieme abbiamo costruito la Red Whale, uno studio che crea e sviluppa progetti editoriali, produzioni in animazione e svolge attività di agenzia letteraria. Per i cartoni animati come scrittore ho lavorato alle due serie di “Lupo Alberto” e “Tommy & Oscar” passando per “Sopra i tetti di Venezia”, produzioni Ferrero e cortometraggi. Da qualche anno ho a che fare con fate e streghe: ho sviluppato e curato le prime tre annate di storie a fumetti delle Witch e come sceneggiatore e story editor ho firmato la prima, la terza e la quarta serie di Winx Club, collaborando come soggettista e story editor ai due lungometraggi. Tra le cose più recenti ho scritto “Il Boia Rosso” per i disegni di Ivo Milazzo, una miniserie in otto episodi dedicata agli X Men e sto finendo di realizzare i quattro numeri di una seconda miniserie dedicata al Dottor Strange. Nel complesso poteva andare peggio.



mercoledì 18 giugno 2008

Intervista a Emanuele Tenderini


ELENA CAVALIERE per KINART: Introduzione di rito: rivolgiti a chi non ti conosce o conosce solamente il tuo nome ma vorrebbe saperne di più su chi sei e cosa fai.

EMANUELE TENDERINI: Mah…sono un semplice ragazzo di 30 anni, che ha studiato, continua a studiare, e studierà sempre, per diventare un bravo disegnatore. L’inizio del mio percorso professionale si è rivolto in maggior parte alla colorazione digitale di fumetti, ma ho realizzato e sto realizzando anche molte storie come disegnatore. Non mi sento un vero e proprio “fumettista”, diciamo che per ora sto ancora cercando di capire quale sia la mia strada…

Vivo a Venezia, città che adoro e che mi suggerisce forme e colori che non vedo in nessun’altra città.

K: E' vero che non hai sempre avuto un'istruzione "artistica"?

E: Sono diplomato in Ragioneria, ho fatto 1 anno di giurisprudenza, 1 anno in aeronautica e poi ho deciso di dedicarmi all’arte del fumetto. Per cui, è vero, direi che ho avuto un’istruzione “artistica” per un periodo forse anche troppo limitato della mia vita... per il resto sono un autodidatta.


K: Com’è avvenuto il tuo debutto?


E: Alla fine del terzo anno della Scuola del Fumetto di Milano sono tornato a Venezia, e ho passato 1 anno a non fare nulla… cioè a tentare di realizzare dei progetti da presentare a qualche editore, ma senza una vera e propria “coscienza” di ciò che volevo realizzare.

Improvvisamente mi è stata data l’opportunità da un mio ex insegnante di coloragli un fumetto per un editore Francese.

“100 anime” è il mio debutto. Parallelamente ho iniziato a lavorare per una rivista di Milano, come disegnatore, con la quale ho anche disegnato una storia di 54 tavole che non ha mai, ahimè, visto la pubblicazione.

domenica 20 aprile 2008

Intervista a Fabio Celoni



KETTY FORMAGGIO per KINART: Ciao Fabio, grazie di aver accettato di fare un intervista per i ragazzi di Kinart.it!

Qui i ragazzi ti hanno posto domande sui lati tecnici del tuo mestiere ma hanno anche fatto domande sul tuo rapporto in generale con fumetto, io cercherò di farmi da portavoce.

FABIO CELONI: Ciao Ketty e un saluto a tutti, sono io che devo ringraziarvi per la vostra gentilezza. Cercherò di essere il più esauriente possibile, verso tutti coloro che muovono i primi passi in questo bellissimo e complesso mondo.

lunedì 3 settembre 2007

Intervista Andrea Accardi

Questa intervista è stata realizzata nel 2003.


K: Sei stato uno dei primi siciliani a lavorare nel mondo dei fumetti, in un periodo in cui la situazione, ancor più di adesso, imponeva di emigrare per il Nord-Italia. Raccontaci come è andata.


AA: Mi sono trasferito a Bologna nel 1989 per fare l’accademia di belle arti, sapevo che lì c’era il gruppo dei Valvoline (Daniele Brolli, Igort, Jori, Lorenzo Mattotti, Carpinteri e altri, NdR), e che pubblicavano ancora La Dolce Vita e Fuego, fra le ultime riviste del genere. Fare l’accademia in realtà era solo un modo per stare a Bologna, alla fine non è che me ne fregasse molto (risata)…

Appena arrivato, tramite amicizie, ho subito conosciuto Massimo Semerano, Otto Gabos e Roberto Marchionni, in arte Menotti (ovvero la nuova generazione di disegnatori bolognesi, contemporanei ad Andrea, NdR).




giovedì 12 luglio 2007

Cavalieri del Re

I Cavalieri del Re sono il gruppo che più rappresenta uno spaccato generazionale ben preciso. Nessun bambino dell'epoca può reagire con indifferenza all'ascolto di Gigi la Trottola, Devilman, Ransie la Strega, l'Uomo Tigre, Lady Oscar o Yattaman, per citare solo qualche sigla. La sera del sabato 4 novembre, durante l'ultima Lucca Comics, si sono esibiti davanti ad una folla gremita ed appassionata, rimasta fino alla fine nonostante la temperatura terribilmente bassa. Abbiamo contattato Riccardo e Jonathan Zara, padre e figlio, per parlarci del concerto di Lucca ma anche per mettere a confronto due punti di vista cronologicamente diversi. E per farci raccontare un po' di curiosità...


(l'intervista è stata realizzata telefonicamente, così le risposte di Riccardo e Jonathan sono in “presa diretta”, senza grossi rimaneggiamenti)


Iniziamo parlando della vostra recente esibizione a Lucca Comics 2006, com'è andata e come vi siete preparati?

J: ci siamo preparati molto, due mesi di prove due volte a settimana, fisicamente era molto faticoso.

Abbiamo avuto molta fatica all'inizio anche per trovare le voci giuste, e ricordarci tutti i testi è stato difficilissimo, così prima li leggevamo e poi piano piano li allontanavamo e provavamo a fare tutto a memoria.

Le ultime prove sono state molto belle, c'era molta intesa, man mano ci scaldavamo, era molto bello anche sentirci fra di noi, più di una volta ci emozionavamo...mentre eri lì a cantare, noi quattro con la sola chitarra, e ti immaginavi la gente...e veramente mi andava via la voce, mi è successo più di una volta...cosa che per fortuna non è successa al concerto, durante lo spettacolo sono riuscito ad entrare nella parte del professionista, quindi riuscivo ad essere un po' distaccato, anche se l'emozione c'era sempre, perché comunque essendo lì sopra era veramente molto molto emozionante.

Sul palco poi sentivo poco, sei distratto da mille cose, lo scopo principale durante le prove è proprio quello di fare tutto bene il più possibile, perché poi sul palco ci sono mille motivi per dimenticarsi il testo, distrarsi, non sentire...e una volta che suoni con l'orchestra cambia tutto, noi provavamo solo con chitarra e pianoforte.

La band l'abbiamo conosciuta il giorno prima, e l'indomani abbiamo fatto tutto il giorno le prove, sapevamo già che avremmo suonato con loro, ce l'hanno proposta e andava benissimo; tre o quattro prima fa ci siamo messi in contatto con loro e abbiamo iniziato a sviluppare il concerto, noi preparavamo la scaletta, il gruppo la studiava, seguendo le strutture che modificavamo ogni volta, perché magari durante le prove decidevamo di fare saltare una strofa ....

Secondo me è andata molto bene...





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