venerdì 9 gennaio 2009

Colorazione cover ThanDai: acquerelli e tecnica mista

Tutorial n°89

Ciao amici di Kinart! 
Oggi vi mostro come ho affrontato la colorazione di una cover per il fumetto di genere western ThanDai per l'associazione culturale Alex Raymond del disegnatore in forza alla StarComics Francesco Bonanno.






Quando affronto la colorazione manuale di un disegno altrui preparo sempre una bozza, o anche più di una, cercando di non soffermarmi sui dettagli ma sulla impressione generale. Per questa illustrazione Francesco mi ha chiesto di accentuare l'oscurità del primo piano per sottolineare il fatto che la ragazza è prigioniera. Lui aveva inchiostrato i soggetti in primo piano e lasciato la matita pulita per i soggetti oltre la finestra.

mercoledì 24 dicembre 2008

Mais2: illustrazione Buon Natale

Tutorial n°88

Salve a tutti! Sono Mais2.

Vi ricorderete di me per tutorial come “Pantoni 1” e “Sol Mirror”. Ok, Troy McClure era più di effetto...

Con questo nuovo tutorial approfittiamo noi di Kinart per dare a tutti voi lettori un ENORME augurio (ma uno solo, eh) di buone feste, Natale, Santo Stefano, Capodanno, Epifania ed eventuali compleanni che possono capitare nel mezzo!! AUGURI!

Ma bando ai preamboli: cosa accadrà in questo tutorial?

Ebbene, vi mostrerò semplicemente come è stato creato il mio biglietto natalizio di quest’anno.

Cominciamo!

Primo momento (il più odiato da molti): L’ idea.

Per Natale parto sempre da un concetto molto semplice: scrivo o disegno su di un foglietto tutto ciò che secondo me rappresenta o ricorda il Natale, poi cerco di sviluppare un idea che comprenda almeno due di queste cose.

Per esempio, l’anno scorso avevo fatto questo schemino...



... e sono arrivata a questo:


Quest’anno volevo fare qualcosa di più “impegnato”, ed in verità ho buttato giù parecchi schizzi, tutti con idee alla base che tutt’ora ritengo valide (e che in caso di crisi riciclerò nei prossimi anni A__A’), poi però ho optato per l’ultima idea, ovvero questa:

giovedì 11 dicembre 2008

Fabiano Ambu: Mono

Tutorial n°87

Cos'è la passione? E' la molla che ci spinge oltre ogni ragionevole dubbio a fare un mestiere così poco compreso e remunerativo come il fumettista.
Mi è stato chiesto da Ketty e Sergio un Tutorial, ed eccomi qui.
Utilizzerò la mia tavola realizzata per Mono della Tunuè per discutere la mia idea e metodologia di fare fumetto.
Ho la convinzione che un fumetto non si basi solo sulla conoscenza tecnica, che si può assimilare tramite le scuole, i testi, acquistando un buon manuale o ancora meglio scaricando i tutorial di Kinart, ma è un discorso più ampio ed articolato.
Quello che a parer mio fa vivere un fumetto non è la mano, ma il cervello, senza idee il fumetto si spegne manca di forza e risulta mediocre e piatto.
Si può essere dei bravissimi disegnatori senza riuscire a fare dei buoni fumetti, o viceversa creare delle magnifiche opere con disegni semplici e non di maniera, ad esempio Maus di Art Spiegelman

e Persepolis di Marianne Satrapi.



Vediamo ora come si sviluppa il rapporto con il foglio bianco.
Il foglio bianco è il principio di tutto ed il terrore per chiunque inizi un lavoro, bisogna affrontarlo con fermezza, la decisione è fondamentale in questo caso.
Abbiamo un tema “la Passione”, un concetto che racchiude tanti significati.
Nel momento in cui si affronta un qualsiasi progetto occorre iniziare con la ricerca, quindi ho recuperato il significato della parola Passione e tutte le derivanti.
Mono è una rivista che presenta un buon numero d’autori è composta da 34 tavole, quindi ho dovuto escludere gli approcci più logici e immediati su questo tema, come hanno fatto tutti gli altri del resto.
La passione è un sentimento legato alla vita, quindi ho deciso di immaginare una vita senza passione.
Ho poi buttato giù un soggetto su cui lavorare, perché occorre avere una linea guida da seguire anche se per una sola tavola.
Bisogna sempre tenere sottocchio la sceneggiatura per evitare dimenticare dialoghi o fraintendere l'idea dello sceneggiatore.
Il soggetto di Mono è più che altro è una guida che mi serve per capire come strutturare la tavola.



venerdì 7 novembre 2008

Intervista Giuseppe Camuncoli


Considerato da molti uno dei più versatili talenti italiani in campo internazionale, esordisce con l'autoprodotto BONEREST nel 1997, fondando al tempo stesso con Matteo Casali lo studio Innocent Victim. Oltre alla serie che lo lancia, suoi lavori sono apparsi negli anni successivi sui due QUEBRADA (Innocent Victim) e sull'antologico FRONTIERA (Black Velvet). A fine 2000 sbarca sul mercato americano grazie alla Vertigo/DC Comics, per cui realizza nove numeri di SWAMP THING con Brian K. Vaughan. Le sue matite sono apparse in seguito su HELLBLAZER e VERTIGO POP: BANGKOK (Vertigo), BATGIRL SECRET FILES, ROBIN, BATMAN, 52, JONAH HEX (DC), THE INTIMATES, CAPTAIN ATOM: ARMAGEDDON (WildStorm), SPIDER-MAN'S TANGLED WEB, MS. MARVEL SPECIAL, IMMORTAL IRON FIST (Marvel Comics) e altre ancora. Ha realizzato inoltre svariate copertine sia in America che in Italia, tra le quali si segnalano quelle dell'edizione italiana del manga de L'UOMO TIGRE (saldaPress). I suoi ultimi lavori sono stati il romanzo grafico IL VANGELO DEL COYOTE, scritto da Gianluca Morozzi e disegnato con Michele Petrucci (Guanda Graphic), il quinto volume de GLI SCORPIONI DEL DESERTO: QUATTRO SASSI NEL FUOCO (Lizard), scritto da Matteo Casali, seguito della celeberrima saga di Hugo Pratt, e LA NEVE SE NE FREGA, adattamento a fumetti dell'omonimo romanzo di Luciano Ligabue (Panini), sempre in tandem con Casali.


Attualmente è al lavoro sulla miniserie dipinta BATMAN: EUROPA (DC Comics) e sulla miniserie X-MEN: X-INFERNUS (Marvel Comics).

E’ inoltre fondatore e direttore artistico (dal 2008) della sede reggiana della Scuola Internazionale di Comics.

Vive (e lavora) a Reggio Emilia con la moglie Jessica.


lunedì 20 ottobre 2008

Struttura 5: come disegnare la TESTA, Massimo Dall'Oglio

Tutorial n°86

IL MANICHINO: la testa

Altri TUTORIAL STRUTTURA
-Struttura1: Introduzione e BUSTO
-Struttura2: ADDOME E BACINO
-Struttura3: Il BRACCIO
-Struttura4: ARTI INFERIORI
-Struttura5: TESTA

Ciao e ben ritrovati!

Con il tutorial di oggi completeremo le parti relative alla costruzione del manichino.

Per rivedere i passaggi di tutto, vi rimando ai precedenti tutorial

Dopo mani e piedi, la testa è sicuramente uno degli elementi della costruzione anatomica che creano maggior difficoltà, anch’io all’inizio del mio percorso artistico ne avevo quasi terrore… mi uscivano sempre testoni, orecchie in posizioni stranissime, occhi non allineati ecc… Con il tempo e soprattutto tanto esercizio ho cercato di mettere a fuoco e di sintetizzare alcuni punti essenziali per la costruzione della testa. Avevo bisogno di individuare “punti di riferimento” che mi permettessero di non perdere troppo tempo e di ottenere rapidamente volumi e forme efficaci. Ricordiamoci sempre che in un fumetto ci sono tantissime teste e anatomie e che è essenziale che ognuno di noi trovi il modo di disegnare manichini in maniera rapida e soddisfacente!

Quello che vi spiegherò ora è il modo con cui “io” costruisco la testa e credo sia superfluo dirvi che troverete mille manuali e disegnatori che affrontano l’argomento in maniera diversa, l’importante è costruirci un buon metodo che sentiamo “nostro” e che ci calzi a pennello!

Non spiegherò il volto perché è un argomento che potete trovare ben spiegato in qualunque manuale. Quello che mi preme oggi è lasciarvi, dopo la nostra chiacchierata, con qualche nozione in più di struttura.

Cominciamo!

Come per tutti gli altri tutorial sul manichino, anche nel caso della testa, dobbiamo individuare subito “il” o “i” volumi che la compongono…

A me piacciono questi: la sfera ed il vaso






Posizioniamo ora la sfera sopra il vaso e individuiamo subito le linee mediane 1 e 2.

Per questo tutorial userò un volto di ¾ che ci permetterà di abituare l’occhio ad una visione più tridimensionale della testa.



Non uso gli ovali nella costruzione della testa perché “sono” piatti, lavorando con sfera e vaso obbligo così la mia testaccia a ragionare sempre in 3D.

Certo, con il tempo e l’esercizio, arriveremo tutti a disegnare direttamente l’ovale della testa ma il nostro cervello lo lavorerà esattamente come fosse un oggetto tridimansionale.

Ripuliamo per bene il disegno sopra e mettiamo in evidenza alcune linee utili.

Disegnerò una testa con lo sgauardo rivolto a sinistra ok?



Linea 1: mediana che userò per posizionare il naso

Linea 2: mediana che mi servirà per individuare mento e orecchie (in questo caso ne vediamo uno solo ^__^)

Linea 3: uso la linea di congiunzione sfera/vaso per posizionare le sopracciglia

Ora abbiamo tutto quello che serve per comporre la struttura della testa



Non chiedetemi di trovare le regolette scolastiche tipo: “quanto è lungo l’orecchio, fino a dove arriva il naso” ecc… Le odio! Mi piace invece darvi la piena libertà di fare un viso allungato, un nasone, le orecchie piccole o gli occhi vicini; cerco insomma di non vincolarvi e vincolarmi con troppe regole per evitare personaggi tutti uguali.

Osservando con attenzione la figura sopra, si può notare come l’orecchio svolga un ruolo essenziale nella costruzione della tasta. Lo posiziono sulla “linea 2” e non supera mai la “linea 3”. Disegnato l’orecchio faccio partire dal lobo la linea del mento che chiudo alla base del vaso (punto 5). Sempre dal lobo dell’orecchio (punto 4) inserisco il collo e che vado poi a chiudere al punto 5 (ovviamente solo nel caso del ¾).

Ed ecco il risultato finale, una volta ripulito il disegno e realizzata la caratterizzazione del volto.



Gli stessi punti di riferimento possiamo poi usarli per la testa frontale e laterale,con qualche accorgimento dettato dal buon senso. Alla base di un buon disegno c’è sempre un educato e sensato spirito d’osservazione che ci spinge a riflettere su ciò che poi andremo a disegnare. Fare un compendio di regole, dal mio punto di vista, limita la libertà d’esecuzione e soprattutto il divertimento in fase creativa ^__^



La visione frontale della testa è molto semplice, notiamo anche qui il riferimento della posizione delle orecchie.



Sul laterale ecco che intervengono spirito d’osservazione, buon senso e un minimo di conoscenza anatomica.

Posizionato l’orecchio e unito il mento alla base del vaso, faccio sporgere il mento (1) e rendo il cranio più “bombato” (2).

Basta recuperare l’immagine di un teschio e tutto diventa più chiaro:



Nel mio disegno avrei dovuto “bombare” ancora di più il cranio ma lo lascio così perché so che quando poi metto i capelli aggiungo il volume che manca. In questo modo trovo un’accettabile via di mezzo ed evito di fare per errore testoni alieni. E’ il mio metodo e sentitevi liberi di NON seguirlo :)

IL COLLO

Posizionare a questo punto la testa sul busto sembra una banalità, in realtà prendere alla leggera questo aspetto rischia di rendere vano tutto il lavoro fatto fin’ora nella costruzione di un manichiano credibile. Quante volte una testa mal posizionata rende inguardabile o troppo rigida una posa? Quante volte vediamo dei personaggi che potrebbero benissimo indossare il collare ortopedico tanto hanno il collo rigido?

Per ottenere una postura naturale dobbiamo convincerci che la testa E’ PESANTE, che l’unica congiunzione scheletrica con il busto è data dalla colonna vertebrale e che il “lavoro sporco” nel disegno del collo lo svolge il muscolo trapezio.




Detto questo:




Divertiamoci a trovare questi elementi nella “botte” del busto che ormai conosciamo benissimo… si?

C: linea della colonna vertebrale

C2: linea del muscolo trapezio (io disegno sempre il profilo più lungo, la parte di muscolo che si vede di più)

C3: inclinazione della linea della colonna vertebrale data dal peso della testa.

Ora non vi resta che “appoggiare” la struttura della testa su “C” e il gioco è fatto!

Lo so… sembra un casino, ma non spaventatevi. Vi garantisco che dopo qualche storpiatura, una volta appreso il meccanismo, diventa tutto molto rapido e semplice.






Chiudo questo tutorial con una piccola parentesi sulla testa vista dall’alto e dal basso.



A livello di costruzione non cambia nulla!

Le orecchie seguono sempre la linea C di congiunzione tra sfera e vaso.

Le ombre A ci possono aiutare a mettere in evidenza il mento, in modo da rendere l’inquadratura più credibile.

La vera difficoltà è riuscire a disegnare efficacemente sfera e vaso dal basso e dall’alto, sbagliando dalla base tutto il castello crolla miseramente.

E ora… esercizio, esercizio, esercizio…

Massimo Dall'Oglio

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