L'illustratore, editore e versatile disegnatore Daniele Tomasi (Debbie Dillinger, Tetro Teatro...) ci offre un prezioso Tutorial su una mirabolante illustrazione.
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Nel Giugno 2008 mi è stata richiesta una copertina che poi è non e' stata utilizzata per questioni di copyright.
La utilizzo per un breve tutorial sulle varie fasi di lavorazione, partendo dal
BOZZETTO

Quando preparo i bozzetti di una illustrazione o di una tavola a fumetti lavoro in un formato piccolo, 1/4 o 1/8 della dimensione di realizzazione, che di solito e' quasi il doppio della dimensione di stampa.
Ad esempio, se il formato di stampa e' un A4 (21x29,7 cm) il mio lavoro ha una dimensione A3 (29,7x42 cm), mentre il bozzetto puo' avere un formato A6 (circa 10x15 cm) oppure A7 (circa 7x10 cm).
In questo caso il bozzetto e' formato A5.
Lavorare in un formato piccolo consente di impostare con più semplicita' la prospettiva e le proporzioni dei protagonisti, meglio che lavorando in grandi dimensioni. Qui vanno impostati anche i giochi di luce ed ombre.
Il disegno, come vedete, non e' molto dettagliato, ed e' piu' certo nella figura sulla destra che per quella sulla sinistra, dove ci sono varie dimensioni per gli arti inferiori. Decidere quale fosse quella piu' corretta ed interessante e' stato l'ultima scelta, prima di passare al
DISEGNO A MATITA

Questa immagine, in originale, ha le dimensioni di un foglio A3.
Per ingrandire il bozzetto ne ho fatto una scansione e con Photoshop l'ho ingrandito sino alle dimensioni volute, l'ho stampato e, su un tavolo luminoso, l'ho ricalcato su un foglio di cartoncino.
La carta che uso e' il cartoncino Fabriano F4 liscio, ha la giusta consistenza per durare, per non piegarsi e perche' il pennino, il mio strumento preferito per l'inchiostrazione, scivoli senza intoppi sulla superficie del foglio.
L'immagine a matita ha quasi tutti i dettagli impostati per l'inchiostrazione, solo qualche elemento rimane insoluto e verra' deciso col passaggio a china, ma deve essere il minor numero possibile, perche' altrimenti l'inchiostrazione diventa un processo lungo e pieno di dubbi, che invece e' meglio che non ci siano. Per un motivo molto semplice: modificare una scelta a matita e' semplice, basta una gomma, mentre modificare una scelta d inchiostrazione e' una fonte di problemi, bisogna usare della tempera o del bianchetto, modificando la natura della superficie su cui inchiostrare, e quindi la correzione potrebbe risaltare, e modificando anche la continuità del foglio, per cui bisogna fare attenzione alla "scioltezza" delle linee.
Questa che vedete e' quindi una realizzazione che non esiste piu', dato che io ripasso direttamente sulla matita e non trasferisco, magari con una stampa leggerissima o di colore azzurrino, su un altro foglio, per poi realizzare il
DISEGNO A CHINA
Io eseguo l'inchiostrazione con due materiali che incuriosiscono chiunque li veda: il pennino e l'inchiostro di china. Per il riempimento di grandi spazi neri utilizzo un pennello.
Il pennino e' uno strumento che consente di ottenere delle linee a spessore variabile e di avere un controllo massimo della traccia. Questo consente di impostare una tridimensionalita' gia' col tratto, di rendere interessante il segno, di realizzare linee grosse e fini con un solo strumento. Esistono diversi tipi di pennini, quelli che consiglio sono quelli mediamente morbidi alla pressione e appuntiti.
L'inchiostro di china che utilizzo e' la Windsor&Newton, ha un prezzo un po' piu' alto di altre ma assicura un colore nero intenso ed una consistenza dopo l'asciugatura dovuta ad un certo contenuto in lacca, che e' anche visibile dato che la superficie ha una lieve lucidità. Questo aspetto in stampa non si puo' osservare, ma e' ovviamente presente in un disegno originale.
Le eventuali correzioni le apporto con un "bianchetto" a penna, col beccuccio un po' sottile. Non tutte le marche sono idonee, alcuni non sono abbastanza coprenti, altri sono troppo liquidi, bisogna provarne diversi prima di trovare quello adatto.
L'illustrazione inchiostrata e' quindi stata scansionata per potere realizzare il
DISEGNO A COLORI
La colorazione e' quindi digitale, realizzata con l'unico programma serio che esista per queste operazioni, ossia Photoshop... beh, c'e' anche il fratello, Illustrator, sempre della Adobe.
Quando coloro imposto una base dei colori piatti nella tonalita' piu' luminosa che dovra' comparire, ed ogni colore ha un proprio "livello".
Una volta colorato il tutto - tranne lo sfondo che ho lasciato bianco - ho lavorato sulle sfumature utilizzando un grigio chiaro in modalita' moltiplica, per sfumare verso un tono piu' scuro nella parte piu' in ombra di ogni colore, ed il bianco in modalita' "normale" o "schiarisci" per le parti piu' illuminate.
Per ultimo ho creato lo sfondo, con l'ausilio di un "effetto" che si chiama nuvole. Prima diattivarlo dovete scegliere il colore che da' il tono di maggior luminosita'. Per cui se scegliete il rosso, per esempio, otterrete un effetto di cielo con nuvole continue arrossate. Io ho scelto un azzurro scuro, volevo un effetto un po' notturno ma luminoso.
Dopo che il programma ha disegnato le nuvole, in un livello apposito, ho applicato una deformazione prospettica allivello stesso, inclinando il piano sino ad ottenere quella profondita' adeguata alla prospettiva dei due corpi inquadrati dal basso ma con una lieve inclinazione.
Come ultimo tocco ho utilizzato una foto della luna piena, l'ho virata in grigio, l'ho sovrapposta al cielo di nuvole ed ho cancellato le parti che si sovrapponevano alle parti piu' scure in modo da dare l'impressione che fosse lei ad essere coperta.
Se voleste avere ulteriori dettagli, o anche per dirmi dove un passaggio non e' spiegato chiaramente, potete scrivere a danieletomasi(at)gmail.com
Daniele Tomasi

















