lunedì 14 febbraio 2011

Theo: W.I.P. il trono d'argilla - prima parte

Tutorial 109°  - 1 di 2


Grandissimo tutorial oggi per voi, l'artista Theo Caneschi, conosciuto anche come 7heo, ci offre il piacere di scoprire l'evoluzione di una sua tavola del fumetto a tema storico "Il trono d'argilla" - "Le Troné d'Argile", edito da Delcourt. Il tutorial sarà suddiviso in due parti. Invito tutti voi a scoprire i lavori di questo grande artista, di cui si parla troppo poco nei siti d'informazione fumettistica in Italia (ad eccezione di Luca Boschi). Buon tutorial! 



1 di 2 "Il trono d'argilla"

Ciao a tutti, su gentile invito di Ketty vi propongo un piccolo tutorial in due parti sulla realizzazione di una tavola.
Due parole d’introduzione: dopo una decina d’anni di lavoro come illustratore, dal 2006 collaboro con l’editore francese Delcourt su di una serie che si chiama ‘Le Trône d’Argile’, fumetto di ambientazione storica giunto ormai al quinto libro e pubblicato in vari paesi europei.
Negli anni ho messo a punto un metodo di lavoro che mi permette di costruire la pagina nella maniera che trovo a me più congeniale.
Si chiama “Complicarsi la vita e vivere (in)felice”.

Ma veniamo alle pagine 22 e 23 del volume quinto.
La sceneggiatura si presenta particolarmente complessa.
Mi chiedono una tavola doppia, con due pagine ‘a fronte’ che compongono un’unica scena, un’idea che ho proposto qualche altra volta sui libri precedenti, e un primo esempio di come complicarsi la vita da soli, appunto. In più, le pagine ospitano un dialogo importante che coinvolge uno dei protagonisti, il tutto per un totale di 16 vignette.




Prima fase: realizzo un microscopico storyboard, con una prima veloce idea della disposizione delle vignette in relazione al testo e in particolar modo alla quantità di dialogo che ognuna dovrà contenere.
Una grande scena farà da sfondo a tutte le vignette più piccole e occuperà tutta la fascia centrale della doppia pagina, cioè quell’area a cavallo della linea di piega.



Strumenti utilizzati: una mina 2H e una mina HB; un appuntamine e una gomma elettrica, uno strumento che ho scoperto da poco e trovo fondamentale per lavorare con precisione, dato che tutta questa parte del lavoro si svolge su dimensioni molto ridotte.



Su di un semplice foglio A4 da fotocopie inizio a definire masse principali, architettura, personaggi, ingombro delle vignette ecc., utilizzando la mina 2H.
L’architettura è piuttosto liberamente basata sulle indicazioni della sceneggiatura e non è ispirata a nessuna struttura esistente. E’ inventata di sana pianta, in altre parole, mescolando elementi architettonici che ho imparato a conoscere durante il lavoro sugli altri libri.


Sulle figure cerco di lavorare d’istinto, rappresentando un semplice ‘scheletro’; cerco già la postura migliore e molto spesso non mi trattengo dal definire vagamente anche il panneggio. E’ proprio in questo momento che ho il maggiore vantaggio a lavorare in piccola scala: schizzo gli elementi con maggiore velocità, correzioni e ripensamenti mi costano pochissimo tempo e in generale ho più facilità a tenere sott’occhio l’equilibrio della composizione e le proporzioni anatomiche. Naturalmente con la stessa facilità posso infilare decine e decine di personaggi in una singola scena, i quali nella fase dell’inchiostrazione, a dimensione piena, non saranno più così veloci da realizzare! Ecco cosa intendevo con ‘complicarsi la vita’.
In questo dettaglio si notano le verticali di costruzione e delle linee di fuga di riferimento sul pavimento, utili per rappresentare correttamente le proporzioni dei personaggi.


Per i primi piani posso limitarmi ad abbozzare appena l’ovale e la linea degli occhi e del naso, oppure scendere più nel dettaglio, tenendo comunque in mente che avrò almeno altre due fasi successive per arrivare alla miglior definizione possibile. Molto spesso si ottiene un risultato più fresco e convincente in quei casi dove si è appena accennata una traccia di base, lasciando alle fasi successive l’aggiunta di tutti gli elementi necessari; mentre al contrario più ci si accanisce, tra l’altro con uno strumento inadatto come una matita troppo dura, alla ricerca del risultato ideale, più ci si allontanerà da un buon disegno e dalla pace interiore.



Ecco terminata la fase eseguita con la mina 2H. Ai margini del foglio si notano due o tre piccole vignette aggiuntive: sono le varianti che mi potranno tornare utili quando farò il montaggio al computer, per andare a sostituire vignette che non mi hanno convinto pienamente nella prima stesura.


Impugnato l’HB, è tempo di passare al ripasso del disegno con la mina più morbida.
Questo, nel mio metodo di lavoro, è l’unico vero disegno a matita ed è necessario quindi che io sia soddisfatto di quello che faccio, se non al 100% almeno per un 80, visto che non rimangono molti passaggi successivi prima del risultato finale per salvare la situazione.


Se nella fase precedente viene messa alla prova la capacità di creare una scena e gestire la figura in quello spazio, in questa si approfondisce il lavoro sul panneggio, su buona parte dei dettagli storici, sulle espressioni e in certi casi sul chiaroscuro.


Una foto per avere un’idea delle dimensioni del disegno.
Non fatelo in presenza di un oculista.




Non sono convinto della gestualità legata a una battuta molto importante del dialogo e il personaggio che la pronuncia arriva ad avere due braccia sinistre più una di scorta a bordo pagina. Deciderò poi quale servirà meglio allo scopo, amputando le rimanenti.






Il primo piano sull’occhio mi sembra troppo abusato, perciò ho messo via una testa ‘di scorta’ che probabilmente ne prenderà il posto. O forse no...



Il grosso del lavoro è finito: il materiale su cui continuare a lavorare è pronto.
Tra i miei file ho una ‘gabbia’ che utilizzo per impaginare i disegni a matita e per prima cosa la devo raddoppiare per ospitare la pagina doppia, che ho nel frattempo acquisito a 600 dpi.



La prima cosa che faccio è ridimensionare l’immagine perchè si adatti al formato di stampa. Mi manca circa un centimetro in larghezza, il che mi torna utile per allontanare leggermente le due mezze pagine, evitando che elementi importanti della scena finiscano ‘in piega’.


Poi, utilizzando il font che viene utilizzato per il lettering della serie, trasferisco alla meglio il contenuto dei singoli baloon facendo copia/incolla direttamente dalla sceneggiatura. E’ molto raro che il disegnatore si occupi anche di letterare il fumetto, ma prefrisco avere il controllo anche di questa fase per ottenere il risultato che ho in mente.


Passo appunto a valutare meglio l’ingombro dei baloon, in modo che occupino la pagina nella maniera più naturale possibile. Capita spesso che io abbia previsto troppo poco spazio nella vignetta, ma posso facilmente rimediare ridimensionando il disegno oppure riarrangiando il testo diversamente. Altre volte capita di zoomare ingrandendo un volto o una figura, oppure ‘forzando’ lo scorcio di un’architettura, perchè l’effetto sia del maggior impatto possibile. Infine, devo decidere se utilizzare qualche ‘pezzo di scorta’ disegnato a parte o più in generale ritoccare tutte quelle cose che non mi soddisfano.


Faccio lo stesso tipo di lavoro anche sulla pagina di destra...

Quando sono sicuro che tutto sia più o meno al posto giusto, aggiungo una sottile linea di contorno tracciando i baloon, che si trovano su un livello separato. Successivamente, aiutandomi con delle linee guida come riferimento, traccio anche il bordo delle singole vignette.
Non si tratta di un abbellimento superfluo: così facendo eviterò di riquadrarmele una a una con riga e squadra, cosa che personalmente non amo e che mi costerebbe molto più tempo.

Adesso la preparazione della tavola vera è propria è finita: dalla sceneggiatura sono arrivato a definire dettagliatamente la scena, anche se partendo da un disegno in scala ridotta.
Sarà in questa forma che l’immagine oltrepasserà le Alpi, in attesa del verdetto degli sceneggiatori e dell’editor della serie.
Spero che gli piaccia così com’è.
All’occorrenza, minacciare gesti sconsiderati può essere utile per ottenere comunque l’ok. 



Se tutto va bene, nella metà conclusiva del tutorial vedremo la fase successiva: l’inchiostrazione.
A presto,


Theo
sito personale con tavole originali: http://www.7heo.com/
sito dedicato: http://www.7heo.com/tronedargile/

17 commenti:

Shishitsu Nari ha detto...

*scodinzol* Amo questi disegni.

Cast ha detto...

Bravissimo bel lavoro straordinario. Sono senza parole. Bravo Bravo

Theo ha detto...

Grazie.
Se avete domande sono a disposizione. Sto lavorando proprio alla china di questa tavola, quindi la seconda parte del tutorial, che vi piaccia o no, è in arrivo! >:)

Theo

il.giack ha detto...

Semplicemente stupendo. Non vedo l'ora di leggere la seconda parte.

Engelium ha detto...

Ma quindi realizzi tutto sulla comune (e sgrausa) carta da fotocopie? Non ti crea problemi?

Comunque (da profano, sia chiaro) volevo capire meglio gli strumenti che usi... dalla foto ( http://www.kinart.it/articoli/theo/theo001.jpg ) non li riconosco e questo mi inquieta O_o

Non mi sembrano i comuni portamine che uso... sembrano più dei pennini... mi chiariresti meglio? (capisco che magari ti sembrerà una domanda idiota... ti do il permesso di insultarmi :P )

Ad ogni modo la complessità del risultato è impressionante. Davvero complimenti.

PS
ma come cavolo fai a lavorare a quelle dimensioni con un simile dettaglio? Per me è impossibile

Theo ha detto...

Grazie giack, la seconda parte è in arrivo.

Engelium: Mi sono accorto di aver dato per scontato un passaggio che scontato invece non è, ma tutto sarà più chiaro nella seconda parte del tutorial. Comunque sì, in queste fasi del lavoro disegno su comunissima carta da fotocopie.
Riguardo le dimensioni del disegno, non sei il primo a stupirsene! Però è veramente fondamentale per arrivare a costruire scene così complesse. Questo per me, naturalmente.
Diciamo che non c'è un metodo di lavoro unico che vada bene per tutti, ma trovare il proprio, che non solo ci faciliti le cose, ma in qualche misura ci aiuti ad oltrepassare i nostri limiti, questo sì è fondamentale.

Theo ha detto...

Dimenticavo gli strumenti: sono portamine nei quali inserisco mine staedtler da 2 mm.

Engelium ha detto...

Ah allora son proprio scemo io :P ... probabilmente mi hanno portato in errore le dimensioni piuttosto spesse delle mine (ed il fatto che uso la matita da più di dieci anni XD )

Grazie mille per i chiarimenti ed ancora complimenti

il.giack ha detto...

una domanda: quanto impieghi per le varie fasi su 2 tavole così complesse? schizzo, ripasso a matita e montaggio al PC. Grazie e ancora complimenti.

Theo ha detto...

Per quanto riguarda le fasi illustrate nel tutorial, si tratta di una giornata, una giornata e mezzo di lavoro considerando che il montaggio al Pc, con lettering, è stato piuttosto lungo in questo caso.

Alfelf ha detto...

quanto talento, complimenti e grazie per la condivisione!
Alfelf

Theo ha detto...

Grazie a te.

Akumetsu ha detto...

ciao! sono Akumetsu (Fabio) e volevo chiedere se è possibile fare un disegno ben dettagliato anche se l'immagine del personaggio è molto piccola. si può? o è quasi impossibile?

Me salen alas (si me paras los pies...) ha detto...

Que preciosidad de trabajo de verdad, que envidia ese control de la tecnica.
Saludos desde España, a partir de ahora, te sigo la pista.

Montana Angelo Carmelo ha detto...

Gran bel lavoro, complimenti!

Luca ha detto...

Ciao Theo. Ovviamente prima di scrivere pulisco attentamente la bava dalla testiera... Lavoro incredibile che fai sembrare semplice semplice :-)))
perchè non ci scrivi qualcosa in più su come fare baloon, o semplicemente una gabbia che possa esserci utile???
Saluti LUCA

Marclin ha detto...

Ciao e complimenti per il tuo lavoro! Sei un fenomeno! avrei una curiosità, potresti farmi sapere che programma utilizzi per inserire i font, i ballon in quella maniera? grazie in anticipo! =)

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