sabato 26 febbraio 2011

Theo: W.I.P. il trono d'argilla - seconda parte

Tutorial 109°  - 2 di 2


Oggi per voi la seconda parte del tutorial dell'artista Theo, conosciuto anche come 7heo, che ci mostra come si occupa dell'inchiostrazione di una sua tavola del fumetto a tema storico "Il trono d'argilla" - "Le Troné d'Argile", edito da Delcourt. Se non lo avete già fatto, correte a leggere la prima parte del tutorial cliccando il link qui sotto. 

Clicca qui per leggere la prima parte del tutorial. 



2 di 2 "Il trono d'argilla"


Avevamo lasciato la tavola preparata e letterata con photoshop.
Una cosa che penso di aver dimenticato: il disegno a matita acquisito a 600 dpi, viene portato alle dimensioni che corrispondono al mio disegno finale.
Si tratta in questo caso, margini compresi, di un documento 52x36 cm. A 200 dpi di risoluzione.

Qualche anno fa avrei stampato semplicemente il file ricalcando poi il tutto su tavolo luminoso, ma nel frattempo, mosso da odio profondo per questo strumento di lavoro, mi sono inventato qualcosa d’altro. Quello che faccio, prima di andare in stampa, è stendere sopra al disegno, lettering escluso, un livello di bianco coprente al 96/97%.
Per questa tavola doppia ho bisogno praticamente di un formato A2 e quindi mi devo rivolgere ad un centro stampa. Fresca di plottaggio su carta da 220 gr. Tipo Fabriano F4, la tavola si presenta così sul mio tavolo da disegno. (sopra, un’altra tavola doppia risalente al secondo volume)



Qua sotto forse si riesce a vedere come il disegno iniziale, molto schiarito, mi faccia da traccia (in un modo che ricorda la trasparenza ottenibile su un piano luminoso), mentre il lettering è stato stampato in nero pieno (ottimo per seguire i dialoghi e per completare il disegno originale una volta finito).


Ed ecco la squadra ‘inchiostrazione’ al gran completo: pennarelli con punta in feltro Staedtler e Pigma Micron di vari calibri, una penna a china Faber-Castell 0.1, un pennello calligrafico ricaricabile Pentel, matite varie, gomma e squadre piccole e meno piccole per l’architettura.


Per prima cosa, con un pennarello 0.3, ripasso i bordi dei baloon (a mano libera) e delle vignette (col righello). Utile per ‘rompere il ghiaccio’ con la nuova pagina da inchiostrare.


Successivamente, inizio a definire meglio con la matita tutti quei dettagli, tipicamente volti, mani, panneggi e dettagli più complicati nel disegno di base. Come si vede, una grafite 2H o HB non ha problemi a superare per intensità la traccia stampata in grigio (nè io vorrei che il mio originale mostrasse alla fine segni di una stampa tipografica). In molti casi, inchiostro direttamente sulla base stampata, d’altronde non avrebbe senso tanto lavoro fatto nello scorso tutorial per dover ripassare tutto a matita una seconda volta.


L’inchiostrazione. Inizio col pennarello di diametro maggiore, in questo caso uno 0.2, a tratteggiare solo le linee ‘portanti’, considerando anche e soprattutto la provenienza della luce. Tutte le altre cose le lascio ai pennarelli più fini; in questo caso, 0.1 e 0.05.
Ecco la sequenza...




Con la penna a china ‘da architetti’ faccio gli occhi e tutti i segni più fini.
Mentre i pennarelli con punta di feltro danno un tratto morbido, modulabile in base alla pressione, la penna a china dà un tratto molto sottile, più facile da controllare.
La gerarchia dei diversi spessori della linea ha una grande importanza nella mia ‘china’.
Subito sotto la vignetta terminata.



Il ricaricabile Pentel invece da un tratto molto simile a quello di un pennello. Lo uso molto meno, ma è utile per esempio in questo caso, su delle figure che voglio mettere in forte controluce.
Il pennello usato in questo modo rimanda subito stilisticamente ai classici del fumetto ‘d’epoca’, perfetto quindi per una storia e un libro come questo.


Due figure più grandi dopo il primo passaggio a china, credo con pennarello 0.2.


Di seguito invece, dettagli molto piccoli ottenuti con pennarello 0.05 e penna a china 0.1.
E’ importante, secondo me, rimanere piuttosto leggeri con questi strumenti, per non appesantire troppo il disegno e fare in modo che alle figure sullo sfondo corrisponda un livello di dettaglio più basso.



Una serie di volti, nella quale a partire dalle linee principali scendo nel dettaglio con strumenti a punta via via più piccola.



Solo alla fine, con uno 0.3 piuttosto morbido, tratteggio ‘ombre portate’ molto forti.


Passo all’architettura: anche qui, in qualche punto, è necessario ridefinire meglio le linee ricorrendo a matita e squadra.



L’inchiostrazione sull’architettura segue le stesse regole applicate per le figure, ma per accentuare l’effetto di distanza utilizzo solo i pennarelli con la punta più fine, senza insistere troppo su tratteggi e ombreggiature. L’immagine è già complessa così, senza che la renda troppo confusa andando ad appesantire troppo lo sfondo.



Finita.
Scansiono in due passaggi con uno Scanner A3 e attacco le due metà in photoshop, dove passo un’ultima mezzora a ritoccare, cancellare, spostare dettagli infinitesimali.
Tempo di realizzazione: circa 5 giorni.




A scopo unicamente intimidatorio/terroristico, mostro la tavola all’ottimo colorista Lorenzo Pieri, che finge sangue freddo ma in cuor suo vorrebbe passare a colorare graphic novel a tinte piatte.
Sarà lui a dover esaltare l’atmosfera della scena, curando i dettagli senza perdere di vista la cosa più importante: la leggibilità.
Ma questa è un’altra storia e (forse) un altro tutorial.

Ciao a tutti, se avete domande: sparate!
Theo

sito personale con tavole originali: http://www.7heo.com/
sito dedicato: http://www.7heo.com/tronedargile/

15 commenti:

Enrico ha detto...

Ciao e complimenti.
Mi chiedevo, da completo incompetente che sta cominciando adesso: non è difficile evitare che con la mano che si appoggia sulla tavola si sbavi l'inchiostro delle parti appena tratteggiate? Oppure con i fogli e le penne giuste la china si asciuga istantaneamente?

Theo ha detto...

Ciao e grazie per i complimenti.
In effetti con gli strumenti che utilizzo (normalissimi tra l'altro) il tempo di asciugatura è veramente basso, difficile avere problemi di questo tipo.

Anonimo ha detto...

Ciao! Non posso fare a meno di rinnovare i complimenti, lavoro a dir poco strbiliante e di grandissimo effetto!
Molto interessanti le descrizioni dei tuoi metodi di lavoro.
Una piccola domanda ingenua: alla fine quando scansioni la tavola finita, come fai a far sparire la traccia della matita stampata precedentemente? Semplicemente contrastando la china con i livelli?
Grazie in anticipo per la tua risposta

Raffaele

Theo ha detto...

Ciao, considera che la traccia è veramente molto chiara. In questa serie, che è inchiostrata con china nera, contrasto molto il segno in photoshop, quasi annullando i mezzi toni. Ma anche nel 'Papa Terribile', altra mia serie disegnata interamente a matita senza inchiostrazione, è possibile usare questa tecnica senza problemi.

Anonimo ha detto...

Grazie mille per la risposta, mi sembra davvero un buono spunto per saltare il passaggio del tavolo luminoso...ovviamente compatibilmente con le proprie esigenze. Grazie ancora e di nuovo complimenti!

Raffaele

Ca.Ma ha detto...

Grazie mille, bellissimo tutorial ... e bellissimi disegni!

il.giack ha detto...

Ciao,
veramente complimenti. Anche per la trovata della stampa della matita.
Qualche curiosità: ripassando prima le righe pesanti e poi le sottili, non rischi di perdere un pò 'l'organicità' dei disegni? cioè, non trovi difficoltà a inchiostrare ad esempio un volto in più passaggi?
Usi anche altri strumenti a parte il righello, tipo compassi, curvilinee... ed hai qualche trucco per effetti particolari come il vestito della dama (veramente splendido), o fai tutto a mano?

Grazie e ancora 10 e lode.

Theo ha detto...

Ciao, grazie per i complimenti. Inizio col dire che il vestito, come il resto della tavola, è fatto a mano, in questo caso schizzandomi una base molto veloce a matita e rifinendo direttamente a china. In teoria però, sarebbe facile scaricarsi un 'pattern' di gusto medievale (gotico per essere più esatti), virarlo in bianco e nero, montarlo in photoshop e stamparselo insieme alla base a matita.

Il curvilinee lo uso, ma molto molto di rado. Anche cose che in teoria andrebbero fatte a squadra le lascio da fare a mano per non avere un risultato troppo 'tecnico'.

La tua domanda sul tratto è molto interessante. Il procedimento non è 'scientifico' però. Diciamo che parto da uno 02 o 01, poi dipende anche da com'è il pennarello: soprattutto quelli parecchio usati permettono di variare lo spessore della linea in modo naturale e allora non c'è quasi bisogno di altro per definire un volto. Ma se mi accorgo che 'non ci arrivo', che il tratto potrebbe risultare troppo grezzo per scendere nei particolari, cambio penna e passo ad una punta più fine.

Enrico ha detto...

Sarebbe molto interessante un terzo tutorial che parli della colorazione (digitale?). Se non è chiedere troppo. Ma forse non te ne occuperai tu direttamente.

paolo raffaelli ha detto...

Veramente bello, mi piace molto il tuo lavoro. Ti confesso che non sono così analitico nelle mie tavole... la cosa che mi piace di più è sicuramente la gestione delle vignette e la naturalezza dell'insieme, un risultato che la dice lunga sulla tua preparazione. Complimenti.

Chiara Rizzo ha detto...

MOOOOLTO BELLOOO !!! <3

Liana ha detto...

Allora innanzitutto....COMPLIMENTI! La tavola è assolutamente meravigliosa. Ricca, ben proporzionata....capisco il dramma del colorista :D Cmq davvero davvero mi ha colpita tantissimo! ^^ Poi...sei il mio mito per l'inchiostrazione con i pennarelli!!! çç Anche con la penna a china (splendida oltretutto!) mi hanno sempre detto che bisogna usare pennello o pennino...per me è un dramma! Ma vedendo questo tutorial posso ancora sperare di riuscire ad inchiostrare in maniera professionale! çç

Theo ha detto...

Enrico: non sono io che faccio il colore, ma un amico col quale lavoro da diversi anni. Vedremo se avrà modo di spiegarvi il suo metodo di lavoro.

Paolo, ho visto il tuo commento sul blog. Ti ringrazio tanto e ricambio la stima. A presto.

Chiara, grazie!

Liana, grazie anche a te. Non sbaglia chi ti incoraggia a usare pennino e pennello, che sono gli strumenti principe dell'inchiostrazione. Il problema è che sono molto difficili da padroneggiare e dal mio punto di vista, per un esordiente i pennarelli possono essere un modo meno traumatico di avvicinarsi all'inchiostrazione per poi eventualmente passare a pennello/pennino in seguito.

Shishitsu Nari ha detto...

Ciao Theo. Stop. Grande tutorial. Stop. Sposami. Stop.

laura ha detto...

Tanta stima e onore per il tuo lavoro!

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