domenica 22 luglio 2007

Epictete1: Character Design

Tutorial n°32

Ho creato graficamente Epictete sulla base di un'idea già ben costruita da Guillaume Bianco, autore di Will e Hot-Dog.
Lui aveva già disegnato un mucchio di storyboard per un disegnatore molto famoso, storyboard che ha poi gentilmente passato a me, che famoso non ero di certo :)





La Regola Fondamentale per un buon Character Design è che non ci si deve mai accontentare.
Epictete è un fumetto molto semplice, può sembrare assurdo che io abbia lavorato mesi dietro alla sua stilizzazione, e invece è proprio così.
Il concept della serie è che lui nasce e rimane intrappolato all'interno di una vignetta, non ci saranno quindi quasi mai fondali, deve tutto essere giocato sull'espressività del protagonista unico e solo.
Così, ho iniziato a buttare giù una serie di idee.
Come dicevo prima, non ci si deve mai accontentare. E' molto facile innamorarsi della prima idea che ti passa per la testa, istintivamente la trovi più giusta, ma bisogna invece ragionare molto su tante variabili.
Ad esempio, questa è la prima idea che avevo:



Mi sembrava tanto carino, poi, appena cercai di farlo "muovere", mi resi conto che quei baffi e quei capelli potevano essere un impedimento, così iniziai ad abbozzare qualcos'altro.
Il segreto è di schizzare tanto e male, inutile stare lì a leccare un disegno se poi il personaggio alla fine non ti convince, bisogna letterarmente riempire fogli e fogli di prove, veloci e disegnate male, ma che almeno rappresentano tante possibilità diverse.







Mi innamorai a rotazione di questo...



...di quest'altro (ma Guillaume mi fece notare che assomigliava ad Invader Zim, cartone che non avevo mai visto nella mia vita)...



...e soprattutto di questo.

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Per ognuno dei Character "scartati" realizzai rispettivamente fogli e fogli di prove di movimento. Così, passarono mesi prima di arrivare a quello che era lo schizzo primodriale della versione definitiva di Epictete.



Tutto questo solo per farvi capire quanto tempo e studio sia necessario impiegare dietro alla creazione un personaggio, figuriamoci quando poi i personaggi sono più di uno.

Epictete è un esempio estremo proprio perchè esteticamente può sembrare frutto di un risultato immediato.

Il disegnare tanto e male, e a lungo, è utile per buttare giù mille alternative, a volte senza rifletterci troppo, facendo ruotare la matita o la penna e basta, non si sa mai quel che può spuntare fuori, e anche se a volte si è convinti di avere raggiunto il risultato perfetto bisogna lo stesso meditarci su e continuare a schizzare alternative, se quello in cui credevate maggiormente è veramente valido vuol dire che dopo due mesi di studi sarà sempre in cima alle vostre preferenze, ma se vi convincete mentalmente che è "il migliore" qualsiasi cosa farete dopo non vi piacerà automaticamente.



Stesso discorso vale per gli ambienti e, soprattutto, per i costumi, nulla deve essere lasciato al caso, bisogna ragionare su cosa deve fare quel personaggio, su come si muoverà, su quello di cui può avere bisogno, entrare nella sua psicologia, senza vestirlo semplicemente con quello che piace più a noi.
Perdere tempo e non accontentarsi.

Sergio Algozzino


NEXT 25/07/07: Lys2: Inchiostrazione, di Paolo Ferrante

6 commenti:

Claudio ha detto...

io li ho visti i milioni di studi che ha fatto Sergio per E.
Quelli che hai postato non danno merito alla mole di lavoro. Sono veramente tantissimi!

nati ha detto...

Hai ragione...non e' cosi' semplice creare dei nuovi personaggi, come generalmente si crede. Ma credo che il bello stia proprio in questo: io adoro le sfide ^_^
Grazie Sergio!

Pez ha detto...

..complimentoni per il blog. il lavoro di un artisto e' sempre troppo poco apprezzato, forse proprio xk non si conosce lo sforzo creativo.
in questo il vs blog puo' essere d'aiuto.
Pez

kinart ha detto...

grazie mille A_A

Anonimo ha detto...

sono un pò spettrali ma sono carini :)

Anonimo ha detto...

Non si vedono le immagini :(

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