lunedì 18 giugno 2007

Disegno 1, Algozzino


Tutorial n°3

Questa cartolina mi è stata commissionata dalla Panini Comics nel 2002, ogni anno ne realizzano una per spedirla come auguri di Natale ai vari editori con cui collaborano, io ne ho conservato tutti i passaggi, e, anche se adesso disegno diversamente, la metodologia di lavorazione è rimasta la stessa.


L'idea in sè era quella di mettere in campo una situazione buffa con un Babbo Natale stupito, carico di regali, e un ragazzino così tanto intento a leggere fumetti da non degnarlo di uno sguardo. Per prima cosa passai un pò di tempo a cercare la documentazione adatta, sapevo che in campo doveva esserci un albero di Natale e utilizzai foto come queste:


Per Babbo Natale cercai le classiche illustrazioni di Haddon Sundblom, dato che, tristemente, nell'immaginario collettivo è conosciuto principalmente come testimonial della Coca Cola.



Iniziai buttando giù una serie di schizzi in Piano Americano, ne feci un paio di versioni integrando, come al mio solito, le figure disegnate a matita con una parte disegnata frettolosamente con la penna grafica, tanto per avere subito una idea di composizione.




Dopo averne discusso col supervisore, cambiai inquadratura, allargando la scena per poter far vedere Babbo Natale ed il ragazzino interamente. Eliminai le figure dei genitori ed introdussi gli Elfi, intenti a cercare di attirare l'attenzione dello stesso ragazzino. Lo storyboard è ancora costruito sfruttando una parte di matite ed una parte di Photoshop, lo trovo comodo per potere spostare facilmente gli elementi e lavorare meglio sulle composizioni. Le copertine di Avatar sono ancora costruite in questo modo, lavorando addirittura con pezzi di foto che unisco insieme dando alla luce a creature simili a quella di Frankenstein, tagliando e ruotando braccia, gambe, sostituendo teste e così via. E' una lavorazione che a molti sembrerà scomoda, e non è affatto una tecnica standard, probabilmente perderei meno tempo a costruirmi le figure a matita, ma personalmente trovo affascinante e stimolante procedere in questo modo.


Approvata questa impostazione, stampai lo storyboard e iniziai a fare la matita definitiva.


Ma anche quella fu cambiata numerose volte, specie per le espressioni di Babbo Natale e per l'Elfo accanto al ragazzino.


Infine, ecco la matita definitiva, pronta per la china. Ho sempre usato una matita 2B per tutto, sono sempre molto sporco, e in questo caso, dati i numerosi cambiamenti, ancora più del solito.


Questa è la china scansionata e pulita, pronta per la colorazione.


Ma questa è la scansione effettiva della china, con tutta la matita impossibile da cancellare ben visibile. Il foglio è un Fabriano F4, il formato del disegno è 22 cm x 12,5 cm., Per inchiostrare ho usato il pennino, china Windsor e Newton, ma per parte del fondale ho usato pennarelli morbidi 0.4 e 0.2.


Infine, ecco la versione a colori, all'epoca, forse, usavo il Photoshop 5.5.


Sergio Algozzino

3 commenti:

Marco ha detto...

Caro Sergio, all'inizio di questo tutorial dici, riferendoti alla ricerca di immagini su Babbo Natale: "tristemente, nell'immaginario collettivo è conosciuto principalmente come testimonial della Coca Cola". In realtà, Babbo Natale è proprio un'invenzione della Coca Cola, almeno così come lo conosciamo noi. Per averne una maggiore conferma ti consiglio l'ottimo libro di Nicola Lagioia, scrittore che stimo molto: "Babbo Natale. Dove si racconta come la Coca-Cola ha plasmato il nostro immaginario". Ti incollo anche la descrizione del libro tratta da ibs.it: "Babbo Natale così come lo conosciamo noi - vestito rosso a bande bianche, fisico corpulento, aspetto gioviale e rassicurante - è un'invenzione della Coca-Cola. Nel 1931, per aggirare una legge che proibiva l'utilizzo di immagini pubblicitarie in cui bambini bevevano la Coca-Cola a causa del suo contenuto di caffeina, la multinazionale decise di utilizzare Santa Claus come testimonial. Così, una nuova icona-pop veniva immessa nei circuiti della comunicazione distruggendo tutte le sue precedenti incarnazioni. Questo libro, raccontando in parallelo la storia di Santa Claus e della Coca-Cola utilizza il breaking-point del loro incontro per spiegare come il sistema delle multinazionali sia capace di colonizzare il nostro immaginario". Aggiungo che si deve proprio a Sundblom il particolare look di Santa Claus che tutto il mondo conosce... D'altra parte, prima di allora la figura di Babbo Natale veniva identificata con vari personaggi, in base ai singoli paesi. Da noi, in Italia, era San Nicola.

foolys ha detto...

certo...e io intendevo proprio quello...so benissimo la storia di babbo natale, e continuo a pensarla così, mi sembra molto triste che una leggenda già esistente sia stata presa e reinterpretata da una multinazionale, e che tutti al mondo la conosciamo per quello che è diventato, e non per quel che è. il fatto che la coca cola l'abbia reso più famoso per me non è una scusante, anzi, è un'aggravante, dato che non credo sia stato babbo natale a presentarsi alla coca cola per chiedergli di diventare il suo agente di immagine...se l'avessero inventato loro allora ok, tutto il diritto, ma così proprio non è stata certo una mossa esemplare. furba sì, ma non esemplare. cosa penseresti se adesso una multinazionale prendesse come testimonial la befana dipingendola come una strafiga bionda e buona e fra un centinaio di anni tutto quel che era prima verrà dimenticato? già ci siamo incazzati quando hanno fatto capitan findus giovane, figuriamoci una cosa del genere...

Elena ha detto...

XDD
Anche io faccio i Frankenstein con Photoshop! Flippo, modifico, ruoto, taglio, aggiungo... e poi stampo, ricalco con il vetro e sotto la lampada e matito, chino e coloro :3

penavo di esser l'unica a pasticciare così con photoshop :3

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